Three Headed Monkey's Blog

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Game Designer – più facile a dirsi che a farsi!

Com’è cercare di aprire un’azienda di design, progettazione e vendita di giochi in scatola nel 2016? Ho cercato tanto online esperienze di persone giovani che hanno cercato di aprire un’azienda e a dire il vero ne ho trovate pochissime! Così ho pensato che a qualcuno potesse tornare utile. Questa è la nostra storia a grandi linee…

Dicembre 2015

Iniziano le prime chiacchierate tra Mattia e Stefano circa la possibilità di pubblicare un gioco in scatola con ambientazione la ricerca e vendita del tartufo. Stefano lo porta avanti da tanto tempo e ha intenzione di vederlo pubblicato un giorno o l’altro. Durante i mesi successivi, la discussione si apre ad altre persone: io (biologa molecolare con contratto a termine in Svezia) e il Belo (responsabile di un’Università privata di Design e imprenditore nel settore della maglieria). L’idea è interessante vista anche la nostra mania per i giochi in generale e per i giochi in scatola in particolare. Ci crediamo e allo stesso tempo ci vengono tantissime idee per nuovi giochi. L’adrenalina è alle stelle e qualche mese dopo torno dal post-doc in Svezia con una voglia incredibile di fondare una nuova azienda! Tanto cosa ci vuole?

Febbraio 2016

Game Designer

Poliarte Design School

 

Abbiamo una sede all’interno del Poliarte di Cagli grazie al Belo. Un ufficio bellissimo, un incubatore di start-up invidiabile! Cominciano i beta-test seri: il gioco passa diverse fasi e dopo qualche mese è completo al 95%. Intanto Mattia si occupa del sito internet e di Tabletop Simulator mentre io mi invento economista e imprenditrice e comincio a scrivere business plan per diversi bandi. La strada per chi non ha la possibilità di prendere un mutuo di nessun genere è dura. In fondo al tunnel c’è la luce ancora lontana di Kickstarter. Potremmo provare ad utilizzare Kickstarter per finanziare il nostro primo progetto?

 

Mattia e Steto. Sfida a Hive in ufficio!

Perché no! Ma anche Kickstarter ha le sue regole. C’è bisogno di tanto studio e programmazione. Il prodotto deve essere quasi finito e non è mica detto che una volta presentato su Kickstarter venga finanziato! Fortunatamente esiste una community molto vasta e disponibile che condivide le conoscenze acquisite per quanto
riguarda Kickstarter con il mondo: il blog di Jamey Stegmaier della Stonemaier games (Scythe, Viticulture e altri successi) e quello di James Mathe della Minion Games per dirne solo due. I loro consigli non si riferiscono solo ai giochi in scatola ma possono essere applicati a tutti quei prodotti che vogliono vedere la luce attraverso le piattaforme di crowdfunding.

Studiare, studiare, studiare. (Come se la mia vita non fosse stata uno studio continuo)

Agosto 2016

Abbiamo 3 prototipi da far giocare al primo concorso Master Game del Pesaro Comics and Games: Dig it Out!, Avatar Wars e Sharp Adventures. Questi ultimi due sono ancora acerbi e devono essere testati e rivisti per quanto riguarda le regole. Servirà un lungo lavoro di design prima che diventino dei veri e propri giochi in scatola! Durante la tre giorni di festa tante persone provano i nostri giochi e alla fine Dig it Out! Viene proclamato miglior gioco e Master Game 2016! Una goduria!!! E’ il momento di canalizzare le nostre energie su un unico prodotto, e Dig it Out! sembra avere tutte le carte in regola.

Settembre 2016

Cirilla. Amore a prima vista.

L’organizzazione di eventi ludici fa parte del nostro DNA. Non possiamo farne a meno.. l’abbiamo sempre fatto per il piacere di giocare e di veder giocare persone nuove e anche l’evento GiocAcqualagna 2016 è stato un successone. La nostra piccola cittadina (4000 anime) ha risposto molto bene e la notte del 18 settembre siamo tornati a casa stanchissimi ma tanto tanto soddisfatti. (Puoi leggere il report del GiocAcqualagna qui).

Cominciamo a fare pressioni al nostro comune per avere supporto almeno per quanto riguarda l’imminente Festa del Tartufo di Acqualagna. Dig it Out! è un gioco che sottolinea le nostre radici e vuole anche un po’ elogiare le nostre colline e le nostre montagne che per tutto l’anno ci donano il prezioso tartufo. Fossi sindaco ne andrei orgogliosa!

Cominciamo anche a cercare un illustratore che possa rendere giustizia a questo gioco dalle meccaniche divertenti e di facile comprensione. Marco Amantini, detto Gufo ha la mano giusta. Disegna per la prima volta la nostra bassotta e ce ne innamoriamo.

Ottobre 2016

Mentre il nostro illustratore lavora sulla copertina di Dig it Out!, io ho creato una entry nel database di BGG (importantissima!) che tengo aggiornata con nuove immagini e descrizioni. Il manuale di Dig it Out! E’ quasi definitivo, cambiamo ogni tanto qualche regolina per rendere il tutto più scorrevole e ci piace! E piace anche alle persone che lo testano durante la Festa del Tartufo. Purtroppo siamo al secondo piano di un edificio un po’ nascosto ma chi vuole ed è interessato ci trova… Ludoteca libera, giochi di miniature e Dig it Out!

Novembre 2016

THM games

È l’una di notte e tutto va bene..

THM games

Il nostro regista Jacopo “accettato”. Scena rimossa.

Il nostro Facebook cresce, incontriamo nuova gente interessata e ci facciamo nuovi amici. Vogliamo qualcosa di più per Dig it Out! e stiamo lavorando su un video promozionale con la collaborazione del Poliarte Design School di Cagli e Jacopo Tavianucci, laureando in foto cinema e TV all’Università di Bologna. Nell’era della comunicazione digitale creare quante più “chicchette” possibili da poter condividere con il mondo è d’obbligo e noi nel nostro piccolo non ci tiriamo indietro!

Oltre alla bellezza delle meccaniche, dell’ambientazione e delle illustrazioni, un gioco in scatola oggi deve potersi distinguere dalla massa. E noi ce la stiamo mettendo tutta!

 

Tutto questo popò di info per dire che la strada è lunga. Servono tantissime conoscenze e competenze: un game designer che vuole farne una professione deve essere imprenditore, illustratore, designer, informatico, social manager, commercialista e chi più ne ha più ne metta. Trovare tutte queste competenze in una persona sola è impossibile (a parte forse Jamey Stegmaier che non si sa come fa! :D) quindi abbiamo cercato di sopperire alle nostre mancanze cercandole in altre persone e, quando possibile, studiandocele da noi.

Non credo esista più l’imprenditore solitario o l’inventore che vive in una casa sul monte e crea cose meravigliose. Credo che questo sia il tempo per collaborare e tirare fuori il meglio di ognuno di noi. Ci vuole tanto lavoro (non ditelo a me, sono una biologa e scrivo business plan bleah!) e tanti sacrifici.

Quindi mi tiro su le maniche e cerco di crearmi un futuro.

 

E tu? Qual è la tua esperienza come game designer o come imprenditore più in generale? Ce l’hai fatta? Quali sono stati gli step decisivi?

KiraGame Designer – più facile a dirsi che a farsi!
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